La pressione è stata tagliata con un coltello allo stadio di Filadelfia. Con la Germania già comodamente installata in testa al Gruppo E dopo aver sconfitto Curaçao, l'esordio di Ecuador e Costa d'Avorio aveva il sapore di una finale anticipata. Nel calore della notte americana, il 'Tri' e gli 'Elefantes' si sono spartiti i punti in uno 0-0 che, pur lasciando sprazzi di buon calcio, ha confermato che la strada verso la qualificazione sarà una vera battaglia di logoramento.
Fin dall’inizio, l’Ecuador ha cercato di imporre il proprio marchio. Con Moisés Caicedo in asse e un incisivo Gonzalo Plata sulle fasce, i sudamericani sfiorano il gol. Ci sono stati momenti in cui l'urlo si è bloccato in gola: due colpi sul palo hanno soffocato l'euforia della marea gialla che si è impadronita degli spalti. La sensazione era chiara: il fiocco d'Avorio sembrava avere una calamita per impedirgli di cadere.
Una partita di andata e ritorno
La Costa d'Avorio non era uno spettatore di lusso. Lungi dal ritirarsi, gli africani hanno proposto un duello fisico, sfruttando la potenza di Seko Fofana e la velocità di Nicolas Pepe. Al minuto 22, il palo dice anche “no” agli africani in una giocata in cui l'aria si è fermata a Filadelfia. Era una procedura di scacchi in cui qualsiasi errore poteva costare l'eliminazione anticipata.
Nella ripresa l'intensità non cala, ma la stanchezza comincia a farsi sentire. I cambiamenti di Angulo miravano a rinfrescare l'attacco ecuadoriano, mentre il blocco difensivo ivoriano si chiudeva a pugno, resistendo ad ogni attacco. La tensione era tale che, dopo una giocata controversa dell'Enner Valencia, il portiere ivoriano stava per regalare la partita con un errore di calcolo che per poco non si concludeva con un autogol.
Analisi del debutto
L’ultimo punto lascia un sapore agrodolce. Per l’Ecuador, la mancanza di efficacia nell’area rivale è ancora una volta un fantasma noto. Dominare non è sempre vincere e in un Mondiale le licenze costano. Per la Costa d'Avorio, l'ordine tattico è stato il miglior alleato contro una squadra sudamericana che, a volte, li ha messi alle corde.
Con la Germania che detta il ritmo nel girone, questo pareggio costringe entrambi ad aggiungere sì o sì nel turno successivo. Il Philadelphia Stadium ha assistito ad uno 0-0 che, lungi dall'essere noioso, ha mostrato le carte di due squadre che non vogliono dire addio anticipatamente al più grande evento. L’Ecuador ha dimostrato di avere le carte in regola, ma la sua polvere da sparo deve essere asciutta se vuole superare la fase a gironi.
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