Juan Pablo Piscetta, delegato sindacale di Infobae e segretario dell'Unione della Stampa di Buenos Aires (SiPreBA), è al centro di una grave denuncia che collega il suo operato con una struttura di intelligence straniera. La ricerca sul Rete di disinformazione russa in Argentina ha rivelato che il leader ha pubblicato articoli finanziati dal Cremlino all'interno del portale delle notizie senza il consenso o la conoscenza della direzione dei media. Questa constatazione ha scatenato una massiccia protesta all'interno della redazione, dove i suoi stessi colleghi hanno chiesto la sua rimozione e il licenziamento immediato per aver violato i principi fondamentali dell'etica giornalistica.
Lo schema operativo consisteva nell'inserimento di contenuti specifici volti a destabilizzare il gestione di Javier Milei e promuovere narrazioni favorevoli agli interessi di Mosca. Secondo i dati emersi dall'inchiesta, il delegato avrebbe ricevuto pagamenti vicini ai 1.000 dollari per la pubblicazione di due articoli che seguivano la linea editoriale dettata dalla struttura propagandistica russa. Questa manovra è stata effettuata sfruttando il suo accesso alla piattaforma editoriale dei media, eludendo i consueti controlli editoriali che Infobae applica ai suoi contenuti organici.
L'implicazione di Juan Pablo Piscetta nella rete di disinformazione russa
Il ruolo di Juan Pablo Piscetta è particolarmente sensibile per il suo duplice ruolo di giornalista e di rappresentante sindacale. Facendo parte della Commissione Sindacale Interna, l'interessato ha una giurisdizione che tutela la sua stabilità lavorativa, che rappresenta attualmente il principale ostacolo giuridico per l'azienda a procedere al suo licenziamento. Ma il disagio degli addetti stampa dei media è totale, poiché ritengono che l'utilizzo di una piattaforma professionale per le operazioni di intelligence straniera comprometta la credibilità dell'intera redazione.
La rete di disinformazione che ha finanziato queste banconote non operava solo in Infobae. Si stima che la struttura legata al governo di Vladimir Putin sia riuscita a far trapelare più di 250 articoli in almeno 20 media argentini dal 2024. L’obiettivo centrale di queste pubblicazioni è stato quello di amplificare la polarizzazione sociale, attaccare il piano economico dell’amministrazione libertaria e posizionare i messaggi contrari a allineamento della politica estera con gli Stati Uniti. Per dargli un'apparenza di legittimità, la rete ha addirittura utilizzato identità false generate con l'intelligenza artificiale per firmare colonne di opinione su altri portali.
Portata dell'operazione nei media argentini
L'indagine giudiziaria e giornalistica ha individuato un lungo elenco di media in cui la propaganda russa è riuscita a inserire contenuti a pagamento. Questi includono canali di notizie come C5N e A24, nonché portali come Ámbito, El Destape, Tiempo Argentino e El Cronista. Nella maggior parte dei casi, gli articoli presentavano una critica sistematica alla governance del Paese, utilizzando narrazioni ideate in laboratori di comunicazione stranieri per influenzare l’opinione pubblica locale.
A differenza di altri media in cui lo schema avrebbe potuto essere istituzionale, il caso verificatosi in Infobae si distingue per essere stata una manovra individuale eseguita da un membro della sua struttura interna. Il sindacato SiPreBA, dove la persona coinvolta ricopre una posizione gerarchica, non ha ancora rilasciato un comunicato ufficiale sulla situazione del suo segretario, il che aumenta la tensione nelle assemblee sindacali del settore della stampa.
L'ostacolo dei privilegi sindacali
La direzione di Infobae analizza i passi legali da seguire per ottenere l'immunità del delegato. Lo statuto del giornalista e la legge sulle associazioni sindacali stabiliscono tutele rigorose, ma esistono precedenti in cui la violazione dell'etica professionale e il danno all'immagine dei media possono giustificare un processo di rimozione della tutela sindacale. Intanto la redazione mantiene la richiesta di una sanzione esemplare che separi completamente l'attività sindacale dalle operazioni di intelligence finanziate da potenze straniere.
Gli articoli pubblicati nell'ambito di questo schema sono stati ritirati o contrassegnati dopo l'inizio del controllo interno. El caso se ha convertido en una advertencia para todo el ecosistema de medios sobre la vulnerabilidad de los sistemas de publicación ante «insiders» que operan para redes de propaganda internacional.
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